Cos'è
La nuova esperienza narrativa di Christian Sarteur affianca l’attività professionale e la passione per la scrittura, la musica e lo studio della lingua, della cultura e della realtà valdostana, del cantautore in francese e francoprovenzale e propone quattro racconti indipendenti, legati da un filo discreto ma tenace: l’appartenenza, la memoria come radice, l’identità come atto di resistenza.
- “ASPETTANDO ANCORA”. Un uomo anziano percorre i sentieri della Vallée d’Aoste e, nel silenzio, lascia affiorare una vita fatta di lingue, stagioni, guerre e speranza.
- “L’INSEGNA TREMOLANTE”. In una valle di confine nei Paesi Baschi, un bar dall’insegna tremolante diventa rifugio e soglia: mani, odori e silenzi custodiscono ciò che il tempo e la paura non riescono a cancellare.
- “LE MANI NERE DEL PRETE”. In un villaggio alpino, una notte spezzata da un’irruzione riporta alla luce un’ombra creduta perduta, mentre il bosco osserva e l’alba non restituisce più le stesse certezze.
- “LA CASA SOPRA IL VENTO”. Infine, un lungo viaggio dall’Africa all’Europa conduce alla ricerca di una casa sospesa sopra il vento, dove la libertà coincide con il coraggio di ripartire.
Storie di perdita e ritorno, di comunità e solitudine, di radici che resistono anche quando tutto sembra vacillare. Perché, in ogni luogo e in ogni tempo, ciò che siamo trova sempre una voce.
Le mani nere del prete riunisce quattro racconti molto diversi tra loro, accomunati dal tema dell’identità e dell’appartenenza. Due sono ambientati interamente al di fuori della Valle d’Aosta, espressione di una concezione che rifiuta ogni chiusura localistica: le radici non rappresentano un confine, ma il punto di partenza per comprendere altre realtà e dialogare con culture diverse.